
Na noite de terça-feira, 5 de maio, o Cinema Ariosto, em Milão, ficou cheio para a projeção de “MANAS – SORELLE”, primeiro longa-metragem da diretora brasileira Marianna Brennand. Na plateia, muitas vozes e sotaques: público brasileiro, italianos e pessoas de outras nacionalidades, todas atraídas tanto pelo tema do filme quanto pelo grande burburinho em torno dessa estreia vinda da Amazônia.
A sessão foi aberta por uma breve apresentação de Alessia Casteni, da Associazione Vagaluna / Festival del Cinema Agenda Brasil, que há anos faz de Milão uma casa para o cinema brasileiro. Em seguida, Alessandra Kustermann, presidente da SVS Donna aiuta Donna, trouxe o olhar de quem trabalha diariamente no enfrentamento à violência contra as mulheres na Itália, criando uma ponte imediata entre o universo da ilha de Marajó e a realidade italiana. Representantes da Blacklight Film, distribuidora do longa no país, também intervieram, sublinhando a importância de trazer para as salas italianas uma obra que fala de direitos, corpo e resistência feminina.
Depois da projeção, o silêncio denso dos créditos deu lugar a um longo aplauso. A diretora Marianna Brennand, em conexão com o Ariosto, permaneceu por mais de vinte minutos respondendo às perguntas do público. As curiosidades iam da escolha das locações e do trabalho com a jovem protagonista às questões estruturais da violência de gênero na Amazônia e à recepção do filme no Brasil. Com calma e generosidade, Marianna conseguiu responder a todas, aprofundando temas que o filme apenas sugeria na tela e abrindo espaço para um diálogo direto com quem havia acabado de viver a experiência de “MANAS – SORELLE”.
Neste artigo publicamos o vídeo integral do encontro entre Marianna Brennand e o público do Cinema Ariosto, para quem quiser reviver a conversa da noite ou descobrir o que se discutiu em sala após a sessão. Um documento precioso de uma estreia que, em Milão, já nasceu acompanhada de debate, escuta e muita atenção às histórias das meninas e mulheres da Amazônia.
“Manas – Sorelle” riempie il cinema Ariosto: il dialogo di Marianna Brennand con il pubblico di Milano
La sera di martedì 5 maggio il Cinema Ariosto di Milano era pieno per la proiezione di “MANAS – SORELLE”, primo lungometraggio della regista brasiliana Marianna Brennand. In sala, un pubblico misto: molte persone brasiliane, ma anche diversi italiani e spettatori di altre nazionalità, accomunati dall’interesse per il tema del film e per il successo di questo esordio ambientato nel cuore dell’Amazzonia.
La serata si è aperta con l’introduzione di Alessia Casteni, per l’Associazione Vagaluna / Festival del Cinema Agenda Brasil, punto di riferimento per il cinema brasiliano a Milano. A seguire, è intervenuta Alessandra Kustermann, presidente di SVS Donna aiuta Donna, che ha portato la prospettiva del lavoro quotidiano contro la violenza sulle donne in Italia, creando un immediato collegamento tra la realtà dell’isola di Marajó e il contesto italiano. Sono poi intervenuti anche i rappresentanti di Blacklight Film, distribuidrice del film in Italia, sottolineando l’importanza di far circolare nelle sale un’opera che mette al centro diritti, corpi e resistenza femminile.
Al termine della proiezione, dopo alcuni istanti di silenzio raccolto sui titoli di coda, la sala ha salutato il film con un lungo applauso. Marianna Brennand, collegata con il Cinema Ariosto, ha risposto per oltre venti minuti alle domande del pubblico: curiosità sulle location e sul lavoro con la giovane protagonista, domande più ampie sulla violenza di genere in Amazzonia, sui percorsi di protezione per le ragazze e sulla ricezione del film in Brasile. Con attenzione e disponibilità, la regista ha saputo soddisfare le richieste della platea, approfondendo temi che il film lascia emergere in filigrana e trasformando il dopo-film in un vero momento di confronto condiviso.
In questo articolo (sopra) pubblichiamo il video integrale dell’incontro tra Marianna Brennand e il pubblico del Cinema Ariosto, per chi desidera rivedere il dialogo della serata o scoprire che cosa si è detto in sala dopo la proiezione. Un documento prezioso di un esordio che, a Milano, è già arrivato accompagnato da dibattito, ascolto e grande attenzione alle storie delle ragazze e delle donne dell’Amazzonia.